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Gioventù Nazionale Cerveteri, “Votiamo Sì!”

Referendum Giustizia: a Cerveteri successo per il convegno di Gioventù Nazionale e SIRIFORMA

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Referendum Giustizia: a Cerveteri successo per il convegno di Gioventù Nazionale e SIRIFORMA

Si è svolto con grande partecipazione il convegno dedicato al referendum sulla giustizia, organizzato dai ragazzi di Gioventù Nazionale Cerveteri insieme al Comitato SIRIFORMA. La sala gremita e il confronto attento e approfondito hanno dimostrato quanto il tema sia sentito anche nella nostra città.

L’iniziativa ha visto la presenza di relatori tecnici e politici di alto profilo, che hanno illustrato con chiarezza e competenza le ragioni del Sì, offrendo ai cittadini strumenti concreti per comprendere l’importanza della riforma.

Un momento di spessore politico e culturale che ha contribuito ad arricchire il dibattito pubblico locale, promuovendo un confronto serio e informato su una materia centrale per il futuro del Paese.

Un ringraziamento particolare va al Sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro per il suo intervento autorevole e appassionato.

Un sentito grazie anche al professor avvocato Lungarini, all’avvocato Veroni, al deputato Volpi e al deputato Battilocchio per i loro contributi qualificati e per la qualità degli interventi che hanno arricchito il dibattito. Ringraziamo inoltre tutti i relatori intervenuti e i consiglieri comunali presenti, il cui contributo ha impreziosito ulteriormente l’iniziativa.

Un ringraziamento speciale va inoltre alla Fondazione Principe Ruspoli, nella figura di Ugo Ricci, per aver ospitato questa importante manifestazione e per il prezioso lavoro che quotidianamente svolge per la valorizzazione e la tutela storica e artistica di Cerveteri. Un impegno che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la nostra comunità.

Per Gioventù Nazionale Cerveteri questo evento rappresenta soltanto il primo passo di un percorso più ampio e strutturato: l’obiettivo è portare nella nostra città personalità politiche di rilievo nazionale e tecnici qualificati, con la volontà di elevare il livello del dibattito politico e affrontare con serietà, competenza e visione sia le grandi questioni nazionali sia le tematiche territoriali che interessano direttamente la nostra comunità.

In vista del referendum, invitiamo tutti i cittadini a recarsi alle urne il 22 e 23 marzo e a votare Sì per una giustizia più libera, equilibrata e realmente indipendente.

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Cerveteri non merita solo reggae

Minacciare la querela come clava contro l’opposizione, intanto i giovani aspettano

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Minacciare la querela come clava contro l’opposizione, intanto i giovani aspettano

Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla polemica sollevata dall’opposizione in merito alle spese sostenute dall’amministrazione comunale per l’organizzazione delle iniziative natalizie. Spese giudicate discutibili non per mera volontà di contrapposizione, ma per una doverosa valutazione di opportunità, contenuti e risultati.

La risposta della giunta Gubetti, tuttavia, non è stata politica, non è stata nel merito, non è stata trasparente. È stata nervosa, scomposta, minacciosa. Sindaco e assessore alla cultura hanno preferito evocare querele e “le dovute sedi”, dimostrando ancora una volta una concezione della democrazia in cui il dissenso non si discute ma si tenta di intimidire. Ma il problema è molto più profondo di una singola iniziativa natalizia.

Una visione culturale unica e autoreferenziale

A Cerveteri, da oltre quindici anni, la cultura è diventata appannaggio di un’unica visione ideologica, sempre la stessa, sempre gestita dalle stesse persone, sempre rivolta allo stesso pubblico autoreferenziale. Una sorta di élite culturale che si auto-celebra, si autoalimenta e si auto-protegge, convinta di detenere il monopolio del “sapere” e del “giusto”, mentre guarda con sufficienza, quando non con disprezzo, la cittadinanza comune.

Una cultura calata dall’alto, pedagogica, ideologica, che non nasce dal territorio ma lo usa come palcoscenico. Eppure Cerveteri non è una città qualsiasi.

Un patrimonio unico non valorizzato

Cerveteri ospita la prima necropoli d’Europa, la seconda più grande al mondo dopo Alessandria d’Egitto. Un patrimonio archeologico, storico e identitario che il mondo ci invidia. Un’eredità che potrebbe essere il cuore pulsante di una proposta culturale ampia, plurale, ambiziosa, capace di attrarre studiosi, turisti, giovani, famiglie.

Invece, cosa è stato offerto negli anni come massima espressione culturale?

Concerti di musica reggae.
Mostre su Frida Kahlo.
Intitolazioni simboliche come quella della biblioteca comunale a Nilde Iotti.

Sempre gli stessi riferimenti, sempre lo stesso immaginario, sempre la stessa matrice ideologica. Come se fuori dal recinto del comunismo culturale non esistesse altro, come se la storia, l’arte, la tradizione, l’identità nazionale e locale fossero temi imbarazzanti da evitare.

Giovani esclusi e proposte bloccate

Chi ha tentato di introdurre un’alternativa si è spesso trovato di fronte a un vero e proprio ostracismo da parte del gotha della sinistra amministrativa.

Emblematico è il caso del Consiglio dei Giovani, un organismo progressivamente svuotato di significato, che avanza proposte senza mai essere realmente ascoltato o, peggio, viene sistematicamente ostacolato dalla giunta comunale.

Ancora più significativo è l’episodio legato al progetto della Festa della Gioventù: un’iniziativa ritenuta meritevole e finanziabile dalla Regione Lazio, ma bloccata dall’amministrazione comunale con la motivazione, del tutto pretestuosa, di essere “troppo di parte”. A oggi, i consiglieri dei giovani attendono ancora la possibilità di discutere pubblicamente il progetto davanti alla cittadinanza, mentre la sindaca continua a sottrarsi al confronto.

Una cultura che appartiene a tutti

Noi riteniamo che la cultura non debba essere uno strumento di propaganda politica, né un salotto per pochi iniziati. La cultura è confronto, pluralità, radicamento, identità. È rispetto per la storia di una città e per l’intelligenza dei suoi cittadini.

Cerveteri merita di più.
Merita una cultura libera, non ideologizzata, non monopolizzata.
Merita un’amministrazione che sappia rispondere alle critiche con argomenti, non con minacce.
Merita di riscoprire la propria grandezza, invece di rincorrere mode e cliché di una sinistra stanca e autoreferenziale.

Gioventù Nazionale Cerveteri continuerà a denunciare questo stato di cose, senza paura e senza silenzi. Perché la cultura non è proprietà di nessuno. E perché Cerveteri non è una colonia ideologica, ma una città con una storia millenaria.

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