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OCCHIO ALLA FASCIA | La foto di Grando Sindaco che ha scatenato la polemica

Una foto di Grando Sindaco alla manifestazione del centrodestra a Roma ha scatenato la polemica. Perché? OCCHIO ALLA FASCIA!

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Questa foto, che abbiamo pubblicato anche noi di Ladispoli News nelle scorse ore sulla nostra pagina Facebook, ha creato una piccola grande polemica. Cosa è successo?

C’è chi ha criticato il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando per avere indossato quella fascia in occasione della manifestazione del centrodestra a Roma sabato 19 ottobre. Il ragionamento dei critici è che la fascia da sindaco è qualcosa di istituzionale, non si sporca con degli slogan. E soprattutto, proseguono, il primo cittadino rappresenta tutti i ladispolani, non solo una parte.

Si fanno sentire i vertici della Lega Ladispoli che, prendendo la difese di Grando, spiegano come quella indossata dal giovane primo cittadino non fosse la fascia da sindaco, ma una simpatica trovata dell’organizzazione per i sindaci leghisti presenti all’evento, sul palco a fianco di Matteo Salvini.

Sottolineano, inoltre, i leghisti ladispolani, che Grando come sindaco ha sempre rappresentato la voce e gli interessi di tutta la comunità; allo stesso tempo, però, nella sua attività politica, è libero di dire chiaramente da che parte sta e dunque di comportarsi di conseguenza. Anche partecipando ad appuntamenti politici come quello di sabato in piazza San Giovanni.

In tutto questo pochi minuti fa il post di Grando in persona: “Mi dicono che per questa foto qualcuno si è risentito. Pare che non gli sia proprio andata giù. Se le cose stanno così, la pubblico anche oggi! Forse pure domani…”. E dopo domani no?☺️

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Politica

IL FUTURO DI GRANDO

Ladispoli si interroga sulle scelte per il 2027

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Ladispoli si interroga sulle scelte per il 2027

Siamo ormai quasi allo scadere dei dieci anni di amministrazione Grando e la domanda sulla sua collocazione politica e sui progetti futuri suscita interesse dentro e fuori Ladispoli. Abbiamo intervistato in esclusiva il primo cittadino per cercare di comprendere come stia costruendo il proprio futuro politico e quali percorsi intenda intraprendere.

Sindaco Grando, siamo entrati nell’ultima fase del suo governo. Con quale spirito affronta questo ultimo anno e mezzo?

Con uno spirito di grande responsabilità e determinazione, come è sempre stato. Quando una amministrazione si avvicina a fine mandato con i conti in ordine e una macchina amministrativa stabile, non è il momento di rallentare, ma di dare pieno significato al lavoro svolto. Questo ultimo anno e mezzo non sarà una fase di attesa, ma un passaggio decisivo per consolidare le scelte compiute e raggiungere gli obiettivi del nostro programma.

Sindaco Grando, siamo entrati nell’ultima fase del suo governo. Con quale spirito affronta questo ultimo anno e mezzo?

Con uno spirito di grande responsabilità e determinazione, come è sempre stato. Quando una amministrazione si avvicina a fine mandato con i conti in ordine e una macchina amministrativa stabile, non è il momento di rallentare, ma di dare pieno significato al lavoro svolto. Questo ultimo anno e mezzo non sarà una fase di attesa, ma un passaggio decisivo per consolidare le scelte compiute e raggiungere gli obiettivi del nostro programma.

Quali sono i progetti che considera prioritari da portare avanti entro la fine del mandato?

Questo ultimo anno e mezzo sarà decisivo per avviare e consolidare interventi strategici per il futuro di Ladispoli. Tra le priorità c’è l’avvio delle opere di difesa della costa, fondamentali per la tutela del litorale e la sicurezza del territorio, insieme alla riqualificazione del lungomare per migliorare la fruibilità degli spazi e il rapporto tra città e mare.

Grande attenzione sarà dedicata anche al progetto “Dopo di Noi”, di alto valore sociale. Sul piano culturale e identitario, sono prioritari il restauro di Torre Flavia e del Castellaccio dei Monteroni, così come l’attesa apertura del cine-teatro Massimo Freccia. Proseguiremo inoltre con la manutenzione stradale e con il potenziamento dell’impiantistica sportiva, dal secondo palazzetto dello sport alla pista di atletica leggera.

Interventi diversi, ma uniti da un’unica visione: costruire una città più vivibile, moderna e attenta ai bisogni delle persone.

Sta pensando a una sua candidatura alle prossime elezioni regionali?

Già in altre occasioni ho dichiarato che sarebbe un’esperienza entusiasmante, ma oggi il mio impegno è totalmente concentrato su Ladispoli e sul completamento del mandato che i cittadini mi hanno affidato, perché la credibilità si costruisce portando a termine il lavoro iniziato.

Come ho già detto, è evidente che a questo territorio manchi da sempre una rappresentanza regionale realmente radicata, capace di difendere con determinazione le esigenze della nostra area geografica nelle sedi dove si prendono le decisioni. Una presenza forte in Regione sarebbe di grande aiuto per dare continuità e peso politico a progetti che riguardano non solo Ladispoli, ma l’intero comprensorio.

Per questo motivo, ogni valutazione futura potrà essere fatta solo all’interno di un disegno più ampio, legato ai bisogni di un territorio che merita maggiore attenzione e chi sappia battersi con serietà per ottenerla.

In territori vicini come Cerveteri il suo nome viene spesso evocato con stima. Ha mai valutato una candidatura lì, considerando che coinciderebbe con la fine del mandato a Ladispoli?

Cerveteri è un territorio con un potenziale enorme, secondo me poco espresso. Dal punto di vista personale ho anche un forte legame familiare con la città, nonostante la mia vita si sia sviluppata a Ladispoli.

Detto questo, non c’è alcun progetto di futura candidatura a Cerveteri. Auguro ai vicini di trovare la stabilità politica che è mancata in questi ultimi anni, perché solo in questo modo sarà possibile rilanciare Cerveteri, con ricadute positive per tutto il comprensorio.

In molti si chiedono come si costruisce il “dopo Grando”. Qual è la sua visione su questo passaggio?

L’esperienza insegna che il dopo non si costruisce con nomi calati dall’alto, ma con un percorso politico in grado di ascoltare il territorio. Il punto di arrivo non è vincere le elezioni, quello semmai è il punto di partenza, ed è lì che serve una classe dirigente capace di amministrare una realtà complessa come la nostra.

Io lavorerò per fare in modo che il patrimonio politico costruito in questi anni, fatto di credibilità, stabilità e capacità di governo, non venga disperso. A tempo debito inizierà la necessaria fase di confronto con le altre forze politiche per stabilire il da farsi.

In molti si chiedono come si costruisce il “dopo Grando”. Qual è la sua visione su questo passaggio?

L’esperienza insegna che il dopo non si costruisce con nomi calati dall’alto, ma con un percorso politico in grado di ascoltare il territorio. Il punto di arrivo non è vincere le elezioni, quello semmai è il punto di partenza, ed è lì che serve una classe dirigente capace di amministrare una realtà complessa come la nostra.

Io lavorerò per fare in modo che il patrimonio politico costruito in questi anni, fatto di credibilità, stabilità e capacità di governo, non venga disperso. A tempo debito inizierà la necessaria fase di confronto con le altre forze politiche per stabilire il da farsi.

M.P.

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