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Politica

Ladispoli: sinistri in discoteca. Ciarlantini e quel curioso mondo di pseudo cultura e contraddizioni

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Abbiamo più volte affrontato il tema della musica, dei locali notturni e dell’intrattenimento a Ladispoli. Un tema che divide l’opinione pubblica: da una parte il diritto al riposo, il rispetto delle regole e la tranquillità dei residenti; dall’altra la necessità di offrire ai giovani occasioni di divertimento e socialità nella propria città.

Noi, su questo, abbiamo sempre avuto una posizione chiara: Ladispoli deve essere una città viva. Avere luoghi di aggregazione e intrattenimento significa anche offrire ai ragazzi alternative vicine e sicure, evitando, quando possibile, lunghi spostamenti notturni verso altre città. Naturalmente tutto deve avvenire nel rispetto delle regole. Su questo non c’è discussione.

Da tempo, però, il tema dell’intrattenimento musicale è entrato con forza nel dibattito politico cittadino. Sono state presentate interrogazioni, richieste di controlli e iniziative riguardanti autorizzazioni, rumore e attività degli operatori del settore. Tutto legittimo. Ma proprio per questo lo è altrettanto porre qualche domanda sulla coerenza e sull’opportunità delle posizioni di chi quelle iniziative le porta avanti.

Tra le protagoniste di questo dibattito c’è la consigliera Daniela Ciarlantini, esponente di Governo Civico. Ed è qui che nasce una situazione quantomeno curiosa. La consigliera è infatti madre di Federico, giovane imprenditore coinvolto, insieme ai propri soci, nella gestione di una discoteca presente sul territorio. Nulla di male. Anzi. La realtà è apprezzata da molti giovani e rappresenta un’ulteriore proposta di intrattenimento per il territorio. Federico e i suoi fanno un lavoro che merita di essere riconosciuto e a loro facciamo il nostro in bocca al lupo di vero cuore. Ma proprio per questo una domanda ci sembra inevitabile.

È possibile essere particolarmente rigorosi nel giudicare l’intrattenimento prodotto dagli altri operatori e, contemporaneamente, avere una presenza così vicina a un’attività che opera nello stesso settore? Non stiamo dicendo che una madre non possa aiutare il proprio figlio. Non stiamo dicendo che una consigliera non possa occuparsi dei problemi della città. E non stiamo dicendo che chi gestisce una discoteca debba essere immune dai controlli. Stiamo dicendo una cosa molto più semplice: lo stesso metro deve valere per tutti. Perché questo è ciò che chiedono gli operatori. E questo è ciò che chiedono i cittadini. Non intendiamo trasformare informazioni ricevute in accuse e non attribuiamo a nessuno finalità che non siamo in grado di dimostrare. Ma una domanda vogliamo porla. Nell’esercizio delle funzioni istituzionali, Ciarlantini ha mai richiesto documentazione riguardante attività che operano nello stesso settore di Federico?

Se la risposta è sì, sarà interessante conoscere per quale ragione e nell’ambito di quale attività istituzionale. Se la risposta è no, sarà altrettanto semplice chiarirlo da parte sua. In entrambi i casi, non vediamo quale sia il problema nel fare una domanda. Perché vigilare sull’amministrazione è un dovere dell’opposizione. Chiedere controlli è legittimo. Raccogliere le segnalazioni dei cittadini è sacrosanto. Ma la trasparenza deve funzionare in entrambe le direzioni.

E poi c’è la famosa cultura. Abbiamo spesso sentito parlare di cultura. Una parola importante, bellissima, ma che rischia di diventare un contenitore nel quale mettere tutto ciò che piace e tutto ciò che non piace. Ci chiediamo allora quale sia il modello alternativo proposto alla città. Perché a Ladispoli abbiamo visto mostre, spettacoli, concerti, teatro, eventi popolari e appuntamenti culturali di diversa natura. Dalla Biennale dell’Arte della Riviera Romana all’Orchestra Ucraina, da Giancarlo Giannini alle iniziative della Grottaccia.

Si può discutere tutto. Ma una cosa ci sembra difficile da sostenere: che cultura e intrattenimento siano necessariamente alternativi. Una città può avere un teatro e una discoteca. Può organizzare una mostra e una serata musicale. Può parlare di arte e contemporaneamente offrire ai ragazzi uno spazio dove divertirsi. Le cose possono convivere. Anzi, una città contemporanea dovrebbe riuscire a fare proprio questo.

Quello che chiediamo, quindi, è semplicemente coerenza. Se si chiedono regole, che siano uguali per tutti. Se si chiedono controlli, che valgano per tutti. Se si parla di cultura, si abbia anche il coraggio di proporre quale cultura si vuole costruire.

E se si interviene politicamente su un settore nel quale è coinvolta la propria famiglia, è del tutto normale che qualcuno possa chiedere qualche spiegazione in più. Che le attenzioni siano uguali per tutti. Perché se una discoteca è un problema, deve esserlo indipendentemente da chi la gestisce. Se un’attività deve essere controllata, deve essere controllata indipendentemente da chi ci lavora.

E se una consigliera utilizza legittimamente il proprio ruolo per occuparsi di un settore, è altrettanto legittimo chiedersi se quello stesso settore venga osservato con lo stesso metro quando riguarda i propri interessi. Questa non è una polemica. È una questione di coerenza. E la coerenza, in politica, non si misura da quello che si dice in Consiglio comunale. Si misura dal metro con cui si giudicano gli altri quando nessuno guarda.

MG

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Politica

Futuro Nazionale approda a Ladispoli: parte della maggioranza col generale Vannacci

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di Ricky Filosa

Futuro Nazionale entra a Ladispoli. Il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci continua a crescere e a conquistare un sempre maggior numero di consensi, nel Lazio e in tutta italia.

La corsa del generale appare inarrestabile. Lo abbiamo conosciuto personalmente, lo abbiamo incontrato più volte. La prima proprio qui a Ladispoli, al Gotha, dove era venuto a presentare il suo ultimo libro. Già lo apprezzavamo per le cose che diceva, ma dopo averlo conosciuto, dopo aver osservato con attenzione il suo modo di porsi nei confronti delle persone, dopo avergli letto negli occhi forza e determinazione, ci siamo ancora più convinti: Roberto Vannacci era pronto per creare un partito tutto suo. Alla fine, in maniera forse un po’ tortuosa, si è arrivati proprio a questo, alla nascita di un movimento nuovo, destinato a diventare ben presto la vera novità della politica italiana.

Diamo dunque il nostro benvenuto al partito del generale: a Ladispoli c’è bisogno, crediamo, di quella destra vera di cui Vannacci parla spesso. Di una destra che sappia, per esempio, che ordine e sicurezza sono due parole sacrosante, non una bestemmia nè un insulto a chi è diverso da noi e che non sono due concetti astratti, ma politiche da applicare nella quotidianità.

Una destra che abbia il coraggio di essere vera – e forte – quando di mezzo c’è l’interesse della comunità, i diritti dei nostri concittadini. No, il razzismo non c’entra un bel niente. È il fumo che la sinistra getta negli occhi di chi osserva, perché da quelle parti non hanno niente altro che quello.

Ladispoli è una città che ha fatto dell’accoglienza una parte della propria identità. Soprattutto negli ultimi tempi. Questo si deve anche a chi ha governato la città negli ultimi dieci anni, mettendo in campo politiche adeguate a raggiungere l’obiettivo: una buona integrazione tra italiani e cittadini stranieri. Ma gli irregolari, i clandestini, quelli che vengono qui a delinquere, sono un’altra cosa. Bisogna avere il coraggio per dirlo ad alta voce: qui da noi non può esserci spazio per loro.

Come non dovrebbe esserci spazio nemmeno per chi nelle ultime settimane ci ha costretto ad osservare scene di degrado inverosimili. No, basta. A quelle persone, di qualunque nazionalità siano, va fatto capire un messaggio chiaro: qui non vi vogliamo.

Alla faccia della solidarietà, direte voi. Eh no, ragazzi. Mettiamoci d’accordo: o vi lamentate per la presenza di senza tetto e barboni in generale, oppure accoglieteli in casa vostra, se vi fa così tanto piacere. Perchè sappiate che quello che le istituzioni possono fare l’han sempre fatto, idem per le forze dell’ordine.

Succede che tante di queste persone non vogliono farsi aiutare; ma la nostra città non può essere il bivacco di decine di alcolizzati, per giunta potenzialmente pericolosi perché spesso in preda all’alcol o a chissà che altro.

Ma questi discorsi ora c’entrano poco e niente, non è che da domani vedremo chissà quale cambiamento. Una parte della maggioranza ha strizzato l’occhio ad un movimento in crescita, non ci vediamo nulla di male in questo, sono manovre sulla scacchiera politica.

Non c’è stato nessun “volta bandiera” come qualcuno professa. Simpatizzare per un partito a livello nazionale non esclude di impegnarsi civicamente nel proprio territorio. In città si valutano persone e impegno.

Avanti dunque con Futuro Nazionale e buon lavoro ai rappresentanti istituzionali che hanno deciso di entrare nel partito di Vannacci. Per quanto riguarda te, generale, ti aspettiamo presto a Ladispoli. Di nuovo.

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