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Cronaca

LADISPOLI | Sgomberato il chiosco a Marina di Palo, si lavora per un progetto sociale e la riapertura

“La volontà dell’Amministrazione comunale – spiega il Sindaco Alessandro Grando – è quella di attivarsi per fare in modo di riaprire il chiosco entro la prossima estate, realizzando in quel luogo, prossimo alla spiaggia inclusiva, un progetto sociale che coinvolga il terzo settore e che abbia soprattutto come scopo l’inserimento lavorativo delle categorie più fragili della nostra comunità”.

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LADISPOLI | Sgomberato il chiosco a Marina di Palo, si lavora per un progetto sociale e la riapertura

L’Amministrazione comunale informa che, su richiesta del Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando, nella mattinata di lunedì 20 ottobre, è stato sgomberato e messo in sicurezza il chiosco sul lungomare di Marina di Palo.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Ladispoli e della Polizia di Stato, che hanno identificato e allontanato gli occupanti abusivi.

Terminato lo sgombero, il locale è stato in messo in sicurezza dagli addetti dell’Ufficio manutenzioni e l’area è stata bonificata dagli operatori della Tekneko.

Si informa inoltre che, a differenza di quanto riportato su alcuni organi di stampa, l’immobile non è stato oggetto di sequestro e rimane a disposizione del Comune di Ladispoli.

A tal proposito il Sindaco ha dichiarato: “La volontà dell’Amministrazione comunale è quella di attivarsi per fare in modo di riaprire il chiosco entro la prossima estate, realizzando in quel luogo, prossimo alla spiaggia inclusiva, un progetto sociale che coinvolga il terzo settore e che abbia soprattutto come scopo l’inserimento lavorativo delle categorie più fragili della nostra comunità”.

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IL DIBATTITO. Palme sì o palme no?

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In questi giorni si è aperto il dibattito sulle palme del lungomare. L’obiezione più frequente è sempre la stessa: “Non fanno ombra”. Ma viene spontanea una domanda: quanta ombra facevano davvero le vecchie tamerici?

La risposta è semplice: ben poca. Per anni quegli alberi sono rimasti bassi, disomogenei e, in molti casi, non hanno mai sviluppato una chioma in grado di garantire una reale ombreggiatura. A questo si aggiungevano problemi fitosanitari documentati da relazioni tecniche e un altro aspetto spesso dimenticato: la resina rilasciata dalle tamerici, che sporcava costantemente pavimentazione, panchine e arredi urbani, aumentando anche i costi di manutenzione.

La scelta delle palme non nasce quindi da una questione estetica, ma da una valutazione tecnica. Sono piante che resistono meglio alla salsedine e al vento, richiedono minori interventi manutentivi, garantiscono maggiore sicurezza e rappresentano una delle essenze più adatte a un lungomare mediterraneo.

Quando si riqualifica uno spazio pubblico non si deve guardare a ciò che c’era, nè tantomeno pensare che ChatGPT abbia la soluzione a tutto, ma a ciò che funziona meglio oggi e che potrà durare negli anni. Ed è proprio in quest’ottica che la palma rappresenta una scelta razionale, sostenibile e coerente con l’identità di una città di mare.

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