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Ladispoli: roba da ragazzi!

Il consigliere Riccardo Rosolino fa il punto sulle iniziative dedicate ai giovani

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Il consigliere Riccardo Rosolino fa il punto sulle iniziative dedicate ai giovani

Grazie al lavoro e all’impegno di tutta l’Amministrazione, i ragazzi del nostro comprensorio sono sempre più protagonisti delle attività cittadine.

Il 2024 si è chiuso con un bilancio decisamente positivo. Gli incontri che abbiamo organizzato insieme alla Dott.ssa Rospo sulla gestione della rabbia e l’avvicinamento alle emozioni e alla sessualità hanno avuto un eccellente riscontro da parte dei ragazzi.

Siamo pronti a completare questo progetto di nuovi incontri, allargandolo a tutti i temi che possono interessare i giovani di Ladispoli e non solo.

Devo dire che l’attenzione riposta agli incontri mi ha stupito: creare il punto di contatto non è mai facile. Riscontro in prima persona ogni giorno quanto sia complesso connettere il quotidiano degli adolescenti con l’impegno politico.

Più di una volta i ragazzi hanno espresso il desiderio di avere uno spazio, un posto dedicato alle diverse attività che possono coinvolgerli.

Insieme al Sindaco Grando e a tutta la squadra stiamo realizzando un progetto meraviglioso: il centro di aggregazione giovanile.

A breve partirà un restyling di una struttura che sarà messa a disposizione dei giovani: un polo con aule proiezioni, laboratori, sale conviviali e un grandissimo spazio esterno.

Un’area dove i ragazzi potranno presentare i progetti e condividerli fra loro.

L’importanza di un punto di riferimento crediamo sia necessario per i giovani di Ladispoli.

L’aggregazione e la responsabilizzazione nel curare gli spazi a loro dedicati saranno di grande stimolo.

Ladispoli è senza dubbio la città che offre più proposta per la giovane età; è importante però, nonostante il grande lavoro dell’amministrazione in chiave turistica e l’offerta delle attività del territorio, non focalizzarsi esclusivamente sull’intrattenimento, ma stimolare le nuove generazioni al confronto costruttivo e a mettersi in gioco.

Siamo impazienti di poter vedere tutto realizzato e di toccare con mano questa grande opportunità.

Garantisco che non rimarrà una scatola vuota per decenni come è stato in passato, ma sarà il punto fermo dei ragazzi di Ladispoli e dei paesi circostanti, un riferimento per chiunque abbia voglia di formarsi, confrontarsi o mettersi in gioco.

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Giovani

Riforma giustizia: parola ai giovani

Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”

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Motzo: “Cambiare il sistema è nella natura della nostra generazione”

Quando il direttore Filosa ha chiesto la mia opinione di giovane studente di giurisprudenza sulla riforma della Giustizia, oggetto del prossimo referendum costituzionale, mi è subito venuto in mente che un recente sondaggio ha indicato che quasi il 70% degli under 30 sono propensi a votare Sì.

I motivi per cui questa riforma è fortemente sostenuta dai giovani sono essenzialmente tre.

Il primo è di merito

I giovani vogliono vivere in un Paese più civile e moderno in cui accusa e difesa siano davvero equidistanti davanti a un giudice, in cui chiunque sbagli paghi – compreso il giudice stesso, che ha un ruolo di fondamentale importanza – e in cui l’innocente fino a prova contraria sia tutelato, il che è possibile solo con la separazione delle carriere e con l’istituzione dell’Alta Cortre Disciplinare.

Le nuove generazioni pretendono trasparenza da tutti i poteri dello Stato, dai politici quanto dai magistrati e per questo sono favorevoli al sorteggio dei componenti togati e laici del Consiglio Superiore della Magistratura per smantellare un sistema correntizio politicizzato in cui i vertici del CSM sono scelti e operano non per competenze ma per appartenenza ideologica.

Il secondo motivo è di contesto

I giovani italiani guardano, spesso giustamente, all’estero per individuare modelli di sviluppo che in Italia mancano, nonostante siano consapevoli delle potenzialità del nostro Paese, che ha da sempre offerto
al mondo ispirazioni epocali e innovazioni all’avanguardia, vedendo in questa riforma una irripetibile occasione di integrazione con i sistemi giudiziari della stragrande maggioranza dei Paesi europei e occidentali.

Il terzo motivo è identitario.

Noi giovani siamo innovatori per nostra natura e, dopo anni in cui sentiamo che alcuni tra i più grandi problemi nazionali derivano dalla giustizia, non ne possiamo più dell’ipocrisia di chi osteggia una riforma che può realizzare finalmente i cambiamenti che, tra l’altro, loro stessi hanno sempre promesso
(e che mai hanno concretizzato) solo per perseguire, scavalcando la coerenza, secondi, terzi e quadrupli fini a breve termine senza lungimiranza per il futuro.

I numerosi “Sì” dei giovani il 22 e il 23 marzo saranno il più grande “ok boomer” a chi si ostina a brandire la Costituzione per opporsi ad una riforma che renderebbe lo stesso principio costituzionale
(affermato nell’art. 111) del Giusto Processo raelmente compiuto.

Giovanni Paolo Motzo

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