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CASO #VANNINI, I LEGALI DELLA FAMIGLIA CIONTOLI: “HANNO DOVUTO NASCONDERSI, NON VIVONO PIÙ”

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I due legali della famiglia Ciontoli Andrea Miroli e Pietro Messina, in un’intervista ai microfoni di Fanpage hanno raccontato come stanno Antonio, Maria e i due figli federico e Martina, dicendo che: “hanno dovuto sparpagliarsi e nascondersi”.

Gli avvocati della famiglia di #Ladispoli ritenuta responsabile della morte di Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri ferito da un proiettile la sera del maggio del 2015, hanno spigato che: “Non vivono più, e questa è una pena aggiuntiva, non prevista da codice penale”. Poi, hanno raccontato che l’ex fidanzata di Marco, Martina, è stata licenziata due volte dal posto di lavoro perché “la seguivano e i datori hanno pensato bene di sbarazzarsene”.

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LADISPOLI | Noi Moderati: “Niente tavoli politici senza Grando”

La decisione di Noi Moderati di non partecipare all’incontro convocato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega è probabilmente la scelta più lucida e politicamente sensata vista negli ultimi mesi nel centrodestra di Ladispoli.

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A cosa serve sedersi attorno a un tavolo per discutere del futuro della città se manca il protagonista politico che quel futuro lo ha disegnato negli ultimi dieci anni? Si possono organizzare riunioni, convocare incontri, diffondere comunicati e scattare fotografie di gruppo. Ma la realtà è che qualsiasi ragionamento serio sulle elezioni del 2027 non può prescindere dalle liste civiche che fanno riferimento al sindaco Alessandro Grando.

Ed è esattamente questo il punto sollevato da Roberto Polidori e da Noi Moderati. Parlare di alleanze senza coinvolgere l’Alleanza Civica significa discutere del nulla. Significa perdere tempo prezioso in confronti che rischiano di trasformarsi in semplici chiacchiere da bar, mentre la città avrebbe bisogno di una visione politica chiara e condivisa. Alessandro Grando, piaccia o non piaccia, rappresenta oggi l’unico vero leader politico del centrodestra civico di Ladispoli.

Lo dicono i numeri, lo dice la storia amministrativa degli ultimi dieci anni, lo dice il consenso costruito sul territorio. Pensare di progettare il dopo-Grando senza coinvolgere il mondo politico che lui stesso ha guidato sarebbe un errore strategico enorme. È proprio l’errore che ci sembra stiano commettendo i partiti tradizionali a livello locale. Noi Moderati ha avuto il coraggio di dirlo apertamente.

Nella nota diffusa alla stampa emerge un concetto che dovrebbe essere ovvio: prima di discutere candidature, simboli e strategie elettorali, occorre ricostruire un clima di collaborazione tra tutte le forze che hanno governato insieme la città. Partiti e liste civiche. Questo se davvero ci sarà la volontà politica di costruire un percorso insieme, che porti poi alle elezioni una coalizione compatta. Altrimenti, inevitabilmente ognuno andrà con ogni probabilità per la sua strada: perché dopo aver vinto le elezioni si deve essere in grado di governare. Se ti porti della zavorra in Consiglio comunale, poi con quale sicurezza potrai portare avanti l’azione amministrativa?

La posizione di Noi Moderati appare non soltanto condivisibile, ma anche responsabile. Prima di discutere del 2027, serve rispetto per la storia politica degli ultimi dieci anni.

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