Salute e Benessere
I consigli della dott.ssa Viviana De Martino: “Gonfiore? Non sempre è colpa del cibo”
Con l’arrivo dell’estate molte persone iniziano a sentirsi diverse. Le gambe diventano più pesanti, gli anelli stringono, la pancia appare più gonfia e ci si guarda allo specchio con maggiore severità.
di Dott.ssa Viviana De Martino, Phd
In questo periodo, entrando in studio, sento spesso la stessa frase: “Mi sento più gonfio, anche se sto mangiando meno.” Subito dopo arriva la domanda: che cosa sto sbagliando?
Nella maggior parte dei casi la risposta è semplice: probabilmente nulla. Siamo portati a credere che ogni cambiamento del corpo dipenda esclusivamente dall’alimentazione, ma il nostro organismo è molto più complesso. Il caldo modifica la circolazione, rallenta il ritorno venoso e può favorire la ritenzione idrica. Se aggiungiamo lunghi viaggi, ore trascorse seduti, sonno disturbato e una scarsa idratazione, è facile capire perché il corpo trattenga più liquidi.
La prima reazione, però, è quasi sempre quella di eliminare qualcosa dalla dieta. Si rinuncia al pane, alla pasta o alla frutta, oppure si cercano alimenti “sgonfianti” e rimedi veloci. In realtà, molto spesso, il corpo sta semplicemente cercando di adattarsi alla stagione.
Naturalmente anche l’alimentazione ha un ruolo. Un eccesso di sale, alcol o alimenti ultra-processati può accentuare il gonfiore, ma ridurre tutto a ciò che mangiamo significa dimenticare il peso dello stress, degli ormoni, del movimento, del riposo e delle temperature esterne.
Il nostro primo istinto è combattere ogni cambiamento del corpo, quando invece dovremmo imparare ad ascoltarlo con maggiore gentilezza. Sentirsi gonfi non significa aver perso il controllo o aver sbagliato alimentazione: significa, spesso, che il nostro organismo sta facendo ciò che dovrebbe fare.
Possiamo aiutarlo con gesti semplici: bere a sufficienza, muoverci ogni giorno, scegliere pasti equilibrati e riposare adeguatamente. Sono abitudini che, nel tempo, fanno molto più di qualsiasi dieta miracolosa.
Il consiglio della nutrizionista
Se quest’estate ti senti più gonfio del solito, non cercare subito un alimento da eliminare. Fermati e osserva il quadro completo: hai bevuto abbastanza? Ti sei mosso? Hai dormito bene?
Il nostro corpo non ci manda segnali per metterci in difficoltà, ma per invitarci a prendercene cura. La salute non significa avere un corpo che non cambia mai, ma imparare ad ascoltarlo e rispettarlo in ogni stagione della vita.

Salute e Benessere
Boom di frutta realistica. Sorprende gli occhi, prima ancora del palato
Ci sono estati in cui basta una fetta d’anguria per sentirsi in vacanza. E poi ce ne sono altre in cui anche la frutta decide di cambiare prospettiva. Negli ultimi anni, infatti, sempre più locali stanno trasformando la frutta in un vero elemento di esperienza, non solo per il gusto, ma anche per ciò che riesce a raccontare con la sua estetica. È quella che molti chiamano “frutta realistica”: composizioni curate nei minimi dettagli, tagli scenografici, accostamenti cromatici e presentazioni che sembrano uscite da una fotografia più che da un banco frigo. Una tendenza sempre più diffusa nel mondo della mixology e dell’ospitalità.
di Desireé Pietropinto
Anche a Ladispoli questa filosofia ha trovato spazio. Al Tribeca, infatti, la frutta viene proposta con un’attenzione particolare alla sua forma naturale, ai colori e alla stagionalità, diventando parte di un modo diverso di vivere un aperitivo o una pausa estiva. Non è una semplice decorazione, ma un invito a rallentare e a riscoprire il valore della materia prima. In fondo, negli ultimi anni abbiamo imparato a fotografare tutto ciò che mangiamo. Ma forse il punto non è ottenere un’immagine perfetta da condividere sui social.
Il vero valore sta nel fatto che una pesca continui a sembrare una pesca, un fico mantenga le sue imperfezioni e una fetta di melone conservi il profumo dell’estate. La bellezza, quando è autentica, non ha bisogno di essere costruita.
È una piccola rivoluzione culturale. Per molto tempo siamo stati abituati a scegliere la frutta solo per l’aspetto impeccabile. Oggi, invece, cresce l’attenzione verso la stagionalità, la freschezza e il rispetto del prodotto. Perché un frutto racconta il territorio, il clima e il momento dell’anno molto più di qualsiasi ingrediente artificiale.
Forse è proprio questo il fascino della frutta “realistica”: ricordarci che la natura è già perfetta così com’è. Non serve modificarla per renderla interessante. Basta osservarla con occhi diversi.
Perché, in fondo, l’estate non ha bisogno di effetti speciali. Le basta il profumo di un frutto appena tagliato, il rumore del ghiaccio in un bicchiere e il tempo di una chiacchierata che si allunga fino al tramonto.


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