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Tidei attacca, Fantozzi risponde

Santa Marinella: la situazione politica dell’ex Perla del Tirreno è tutt’altro che decisa

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Santa Marinella: la situazione politica dell’ex Perla del Tirreno è tutt’altro che decisa

Si è tenuta oggi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale Lazio l’udienza cautelare sul ricorso proposto da Pietro Tidei, ex sindaco di Santa Marinella – che ha impugnato la propria decadenza da sindaco contestando, di fatto, le dimissioni dei nove consiglieri comunali che ne hanno determinato la caduta il 27 novembre 2025 e chiedendo al giudice amministrativo di bloccare gli effetti del decreto prefettizio di scioglimento del Consiglio comunale.

Nel giudizio si sono costituiti, quali controinteressati, i consiglieri comunali dimissionari di centrodestra con l’avvocato Pietro Annese, mentre la consigliera dimissionaria Ilaria Fantozzi, capogruppo uscente di Fratelli d’Italia, ha scelto di costituirsi personalmente con l’avvocato dott.ssa Giorgia Gasparri.

La difesa di Fantozzi ha sostenuto che le dimissioni — scritte, autenticate e protocollate il 27 novembre 2025 — di nove consiglieri su sedici siano pienamente valide ed efficaci ai sensi della legge sugli enti locali. Quanto al cosiddetto “pericolo nel ritardo”, i legali hanno spiegato che per il Comune e per la città non c’è alcun rischio di perdere fondi o finanziamenti: il Commissario prefettizio ha tutti i poteri del Sindaco, della Giunta e del Consiglio e può seguire progetti, firmare atti e gestire fondi PNRR e mutui in corso. Di conseguenza, la caduta dell’ex sindaco Pietro Tidei, unitamente alla sua giunta, non comporta alcuna perdita economica per Santa Marinella.

Nel corso della camera di consiglio sono stati richiesti motivi aggiunti e ulteriori documenti, rinviando la trattazione complessiva della causa all’udienza fissata il 29 aprile 2026, quando la questione sarà discussa nel merito.

Secondo la difesa, non vi è fumus di illegittimità, i rilievi formali sulle firme sono irrilevanti e l’intervento del Prefetto di Roma dott. Lamberto Giannini costituisce un atto dovuto per garantire la continuità amministrativa, mentre il vero rischio sarebbe un ritorno forzato agli organi politici in piena crisi, anziché accompagnare con chiarezza la città verso nuove elezioni.

In questo quadro, la scelta dei consiglieri dimissionari di confermare con fermezza le proprie dimissioni e di difenderne la piena legittimità davanti al TAR viene rivendicata come un atto di responsabilità verso Santa Marinella e le sue istituzioni.

Una linea che si pone in netto contrasto con il tentativo scomposto e probabilmente disperato di Pietro Tidei di rientrare in gioco tramite un ricorso che, almeno sul piano cautelare, non ha retto alla prova dell’aula: è stato infatti lo stesso ex sindaco a chiedere di poter formulare motivi aggiunti e integrare la propria difesa, segno, secondo i consiglieri dimissionari, della debolezza iniziale dell’impianto giuridico scelto.

«Tidei dovrebbe comprendere che la sua esperienza amministrativa si è conclusa e farebbe meglio a ritirare questo ricorso. Agli occhi dei semplici cittadini il ricorso viene considerato come ultimo gesto di colui che è sempre stato un uomo solo al comando. E a dimostrazione di ciò, nessuno dei suoi sette consiglieri ha firmato il ricorso insieme a lui, pur essendo parte contro interessata.

È finita un’era e ognuno dovrebbe trarre le dovute considerazioni. Le narrazioni catastrofiche diffuse nelle scorse settimane sono state smentite dai fatti e dall’udienza odierna: non c’è alcun pericolo per la città né per i suoi finanziamenti PNRR. È tempo di voltare pagina e accompagnare Santa Marinella, voltando pagina e chiudendo definitivamente un capitolo. Avanti verso nuove elezioni in modo responsabile.»

ILARIA FANTOZZI
CONSIGLIERE DIMISSIONARIO
CAPOGRUPPO FRATELLI D’ITALIA

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Politica

LADISPOLI | Noi Moderati: “Niente tavoli politici senza Grando”

La decisione di Noi Moderati di non partecipare all’incontro convocato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega è probabilmente la scelta più lucida e politicamente sensata vista negli ultimi mesi nel centrodestra di Ladispoli.

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A cosa serve sedersi attorno a un tavolo per discutere del futuro della città se manca il protagonista politico che quel futuro lo ha disegnato negli ultimi dieci anni? Si possono organizzare riunioni, convocare incontri, diffondere comunicati e scattare fotografie di gruppo. Ma la realtà è che qualsiasi ragionamento serio sulle elezioni del 2027 non può prescindere dalle liste civiche che fanno riferimento al sindaco Alessandro Grando.

Ed è esattamente questo il punto sollevato da Roberto Polidori e da Noi Moderati. Parlare di alleanze senza coinvolgere l’Alleanza Civica significa discutere del nulla. Significa perdere tempo prezioso in confronti che rischiano di trasformarsi in semplici chiacchiere da bar, mentre la città avrebbe bisogno di una visione politica chiara e condivisa. Alessandro Grando, piaccia o non piaccia, rappresenta oggi l’unico vero leader politico del centrodestra civico di Ladispoli.

Lo dicono i numeri, lo dice la storia amministrativa degli ultimi dieci anni, lo dice il consenso costruito sul territorio. Pensare di progettare il dopo-Grando senza coinvolgere il mondo politico che lui stesso ha guidato sarebbe un errore strategico enorme. È proprio l’errore che ci sembra stiano commettendo i partiti tradizionali a livello locale. Noi Moderati ha avuto il coraggio di dirlo apertamente.

Nella nota diffusa alla stampa emerge un concetto che dovrebbe essere ovvio: prima di discutere candidature, simboli e strategie elettorali, occorre ricostruire un clima di collaborazione tra tutte le forze che hanno governato insieme la città. Partiti e liste civiche. Questo se davvero ci sarà la volontà politica di costruire un percorso insieme, che porti poi alle elezioni una coalizione compatta. Altrimenti, inevitabilmente ognuno andrà con ogni probabilità per la sua strada: perché dopo aver vinto le elezioni si deve essere in grado di governare. Se ti porti della zavorra in Consiglio comunale, poi con quale sicurezza potrai portare avanti l’azione amministrativa?

La posizione di Noi Moderati appare non soltanto condivisibile, ma anche responsabile. Prima di discutere del 2027, serve rispetto per la storia politica degli ultimi dieci anni.

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