Politica
ESTATE 2025 A LADISPOLI | Grando: “Cartellone estivo di qualità, un grande successo di partecipazione”
L’Amministrazione comunale esprime grande soddisfazione per l’ottima riuscita delle iniziative promosse nell’ambito del cartellone estivo 2025
Siamo nel pieno dell’estate ladispolana: tra concerti, spettacoli, iniziative culturali e sportive, a Ladispoli è impossibile annoiarsi.
Si è concluso solo pochi giorni fa il Summer Fest, che ha visto salire sul palco artisti protagonisti del panorama musicale nazionale e internazionale: Gaia, Fred de Palma, Francesco Renga.
In occasione della serata di premiazione della Biennale d’Arte della Riviera Romana, Ladispoli ha accolto ospiti di alto livello, tra i quali Riccardo Scamarcio, attore e produttore, l’attore Massimiliano Varrese, l’attrice Francesca Ceci, la giornalista e regista Cinzia Mirabella.
Non è naturalmente finita: con la manifestazione LadispoLIVE gli appuntamenti proseguiranno fino alla fine della stagione in Piazza Rossellini, così come a La Grottaccia.
Le attività, infatti, continueranno per tutto il mese di agosto e parte di settembre, con eventi di grande richiamo. Vale la pena ricordare, tra tutti, la grande festa di fine estate, prevista per il 31 agosto, con il vulcanico Max Giusti che, accompagnato dalla sua band ufficiale, regalerà agli spettatori una serata indimenticabile con quello stesso spettacolo che in ogni tappa del tour italiano ha registrato il tutto esaurito.
Impossibile dimenticare, inoltre, quelle iniziative che hanno unito sport e solidarietà, come la JetSki Therapy, progettata per i nostri ragazzi speciali che si sono divertiti tra le onde a bordo delle moto d’acqua, grazie alla collaborazione e alla partecipazione del campione del mondo Fabio Incorvaia.
L’Amministrazione comunale esprime grande soddisfazione per l’ottima riuscita delle iniziative promosse nell’ambito del cartellone estivo 2025.
“Anche quest’anno – dichiara il Sindaco Alessandro Grando – le attività culturali, musicali, ricreative e sportive che abbiamo organizzato per l’estate stanno riscuotendo un enorme successo. Il programma, pensato per tutte le fasce d’età, ha saputo attrarre cittadini e visitatori, valorizzando il nostro territorio e promuovendo momenti di aggregazione e svago dopo mesi di impegno lavorativo e scolastico”.
Il Sindaco sottolinea inoltre la varietà dell’offerta: “Concerti, spettacoli teatrali, eventi per bambini, mostre, rievocazioni storiche, sport in spiaggia e mercatini: un calendario ricco che testimonia la volontà dell’Amministrazione di offrire cultura e intrattenimento di qualità, accessibili a tutti”.
“Mi piace evidenziare, anche in questa occasione, che quella di offrire spettacoli di alto livello completamente gratuiti per cittadini e turisti, è una scelta politica ben precisa di questa Amministrazione: siamo convinti, infatti, che anche in questo modo il brand Ladispoli possa crescere a livello nazionale e non solo, attirando un numero sempre maggiore di turisti; d’altra parte, consentendo ai residenti di vivere momenti di svago nella propria città, senza dover per forza recarsi altrove per trascorrere una serata all’insegna della buona musica e del divertimento”.
“Naturalmente dietro i grandi eventi c’è una grande squadra che lavora. Desidero quindi ringraziare – conclude Grando – tutti coloro che hanno collaborato, e lo stanno ancora facendo, alla realizzazione delle iniziative: dalle associazioni locali agli uffici comunali, passando per le Forze dell’ordine e i volontari”.
È possibile trovare il calendario estivo su tutti i canali istituzionali del Comune, dal sito web ai social network.
Politica
Ladispoli: sinistri in discoteca. Ciarlantini e quel curioso mondo di pseudo cultura e contraddizioni
Abbiamo più volte affrontato il tema della musica, dei locali notturni e dell’intrattenimento a Ladispoli. Un tema che divide l’opinione pubblica: da una parte il diritto al riposo, il rispetto delle regole e la tranquillità dei residenti; dall’altra la necessità di offrire ai giovani occasioni di divertimento e socialità nella propria città.
Noi, su questo, abbiamo sempre avuto una posizione chiara: Ladispoli deve essere una città viva. Avere luoghi di aggregazione e intrattenimento significa anche offrire ai ragazzi alternative vicine e sicure, evitando, quando possibile, lunghi spostamenti notturni verso altre città. Naturalmente tutto deve avvenire nel rispetto delle regole. Su questo non c’è discussione.
Da tempo, però, il tema dell’intrattenimento musicale è entrato con forza nel dibattito politico cittadino. Sono state presentate interrogazioni, richieste di controlli e iniziative riguardanti autorizzazioni, rumore e attività degli operatori del settore. Tutto legittimo. Ma proprio per questo lo è altrettanto porre qualche domanda sulla coerenza e sull’opportunità delle posizioni di chi quelle iniziative le porta avanti.
Tra le protagoniste di questo dibattito c’è la consigliera Daniela Ciarlantini, esponente di Governo Civico. Ed è qui che nasce una situazione quantomeno curiosa. La consigliera è infatti madre di Federico, giovane imprenditore coinvolto, insieme ai propri soci, nella gestione di una discoteca presente sul territorio. Nulla di male. Anzi. La realtà è apprezzata da molti giovani e rappresenta un’ulteriore proposta di intrattenimento per il territorio. Federico e i suoi fanno un lavoro che merita di essere riconosciuto e a loro facciamo il nostro in bocca al lupo di vero cuore. Ma proprio per questo una domanda ci sembra inevitabile.
È possibile essere particolarmente rigorosi nel giudicare l’intrattenimento prodotto dagli altri operatori e, contemporaneamente, avere una presenza così vicina a un’attività che opera nello stesso settore? Non stiamo dicendo che una madre non possa aiutare il proprio figlio. Non stiamo dicendo che una consigliera non possa occuparsi dei problemi della città. E non stiamo dicendo che chi gestisce una discoteca debba essere immune dai controlli. Stiamo dicendo una cosa molto più semplice: lo stesso metro deve valere per tutti. Perché questo è ciò che chiedono gli operatori. E questo è ciò che chiedono i cittadini. Non intendiamo trasformare informazioni ricevute in accuse e non attribuiamo a nessuno finalità che non siamo in grado di dimostrare. Ma una domanda vogliamo porla. Nell’esercizio delle funzioni istituzionali, Ciarlantini ha mai richiesto documentazione riguardante attività che operano nello stesso settore di Federico?
Se la risposta è sì, sarà interessante conoscere per quale ragione e nell’ambito di quale attività istituzionale. Se la risposta è no, sarà altrettanto semplice chiarirlo da parte sua. In entrambi i casi, non vediamo quale sia il problema nel fare una domanda. Perché vigilare sull’amministrazione è un dovere dell’opposizione. Chiedere controlli è legittimo. Raccogliere le segnalazioni dei cittadini è sacrosanto. Ma la trasparenza deve funzionare in entrambe le direzioni.
E poi c’è la famosa cultura. Abbiamo spesso sentito parlare di cultura. Una parola importante, bellissima, ma che rischia di diventare un contenitore nel quale mettere tutto ciò che piace e tutto ciò che non piace. Ci chiediamo allora quale sia il modello alternativo proposto alla città. Perché a Ladispoli abbiamo visto mostre, spettacoli, concerti, teatro, eventi popolari e appuntamenti culturali di diversa natura. Dalla Biennale dell’Arte della Riviera Romana all’Orchestra Ucraina, da Giancarlo Giannini alle iniziative della Grottaccia.
Si può discutere tutto. Ma una cosa ci sembra difficile da sostenere: che cultura e intrattenimento siano necessariamente alternativi. Una città può avere un teatro e una discoteca. Può organizzare una mostra e una serata musicale. Può parlare di arte e contemporaneamente offrire ai ragazzi uno spazio dove divertirsi. Le cose possono convivere. Anzi, una città contemporanea dovrebbe riuscire a fare proprio questo.
Quello che chiediamo, quindi, è semplicemente coerenza. Se si chiedono regole, che siano uguali per tutti. Se si chiedono controlli, che valgano per tutti. Se si parla di cultura, si abbia anche il coraggio di proporre quale cultura si vuole costruire.
E se si interviene politicamente su un settore nel quale è coinvolta la propria famiglia, è del tutto normale che qualcuno possa chiedere qualche spiegazione in più. Che le attenzioni siano uguali per tutti. Perché se una discoteca è un problema, deve esserlo indipendentemente da chi la gestisce. Se un’attività deve essere controllata, deve essere controllata indipendentemente da chi ci lavora.
E se una consigliera utilizza legittimamente il proprio ruolo per occuparsi di un settore, è altrettanto legittimo chiedersi se quello stesso settore venga osservato con lo stesso metro quando riguarda i propri interessi. Questa non è una polemica. È una questione di coerenza. E la coerenza, in politica, non si misura da quello che si dice in Consiglio comunale. Si misura dal metro con cui si giudicano gli altri quando nessuno guarda.
MG


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