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L'EDITORALE

EDITORIALE: un 2026 a tutta politica

L’altra visione del nostro territorio

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Editoriale 2026: l’altra visione del nostro territorio

Un rinnovato augurio di Buon Anno Nuovo a tutti voi, cari lettori. Archiviato per sempre il 2025, questo 2026 si apre come un anno decisivo: è l’ultimo tratto prima del voto del 2027. Sarà, inevitabilmente, un anno politico nel senso pieno del termine: di scelte, di bilanci e di posizionamenti. Un anno in cui si misureranno i risultati e si capirà chi ha davvero lavorato e chi ha solo parlato. Noi non vediamo l’ora di viverlo con curiosità e passione, insieme a voi.

Per quanto riguarda il cielo della politica, sul piano nazionale il quadro è chiaro: il centrodestra resta nettamente avanti rispetto a un’opposizione frammentata, sconclusionata e senza una linea credibile. Fratelli d’Italia continua a trainare la coalizione e Giorgia Meloni consolida il consenso come guida del governo. La stabilità, in una fase storica complessa, è un valore che gli italiani riconoscono. Dall’altra parte, invece, tra Conte e Schlein, la situazione appare confusa, incomprensibile.

Nella vicenda Venezuela, per giorni tra le breaking news a livello mondiale, la liberazione dei detenuti politici italiani si deve sicuramente alla diplomazia di Tajani e Meloni. Certo è, in ogni caso, che senza l’intervento degli Usa e il conseguente arresto del dittatore Maduro i nostri connazionali sarebbero ancora dietro le sbarre a causa delle loro opinioni, delle loro idee. E sinceramente fa un po’ ridere chi ha condannato l’intervento degli Stati Uniti in terra venezuelana e poi gioito per Alberto Trentini libero. Ma questa è la sinistra, da sempre piena di contraddizioni persino nel proprio Dna.

Torniamo in Patria…

A Ladispoli l’Amministrazione Grando entra nel 2026 con un’agenda fitta e concreta. Il primo cittadino l’ha messo nero su bianco nel numero di dicembre di Litorale Oggi: sarà l’anno dei cantieri che si chiudono – e, in altri casi, che si aprono -, delle opere che arrivano a compimento, dei progetti che passano dalla carta alla realtà. Non promesse, ma risultati. È questo che conta, è questo che i cittadini giudicheranno.

A proposito: prosegue senza sosta l’asfaltatura delle nostre strade, dalle zone di campagna fino al centro città, insieme al rifacimento dei marciapiedi, a cominciare da quelli delle traverse di Viale Italia. Certo, il lavoro per essere portato a termine ha bisogno di tempo: ne parliamo nelle pagine interne con un pezzo dedicato che contiene anche le dichiarazioni che l’Assessore alle opere pubbliche Marco Pierini ci ha voluto rilasciare in esclusiva.

Troverete anche l’intervento di Marco Cecchini, delegato del Comune alla comunità sorda, e il focus sulla formazione giovanile che vede protagonisti i giovani del nostro territorio: un progetto che sta avendo grande successo, fortemente voluto dal Consigliere delegato alle nuove generazioni Riccardo Rosolino e dal delegato alla formazione Biagio Camicia.

Nel frattempo, grazie ai fondi stanziati dal Comune, sono state appena dipinte di nuovo le aule e la palestra del complesso scolastico Ladispoli 1, quello in via Castellammare di Stabia: un’operazione seguita minuziosamente da Franca Asciutto, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale e delegata alla manutenzione.

Questo primo numero dell’anno racconta una Ladispoli che cresce e fa di tutto per migliorare; una comunità attiva, che si muove, che investe. Dalle interviste che raccontano i protagonisti della città, alle politiche per il turismo, che dopo un 2025 positivo guardano già a Carnevale e Sagra del Carciofo. Fino ad arrivare, come accennato, alla formazione dei nostri ragazzi, un modo per costruire oggi ciò che sarà la Ladispoli di domani. Senza dimenticare cultura, sport, salute, bellezza, enogastronomia: perché una città vive se è viva in tutti i suoi aspetti.

Siamo un megafono sincero, dalla parte dello sviluppo e delle imprese – e soprattutto – dalla parte di chi non ha voce, per chi resta ai margini, per i più deboli e i dimenticati. Dare voce anche a loro non è un gesto di cortesia: per noi è un dovere civile. Dunque, se avete bisogno di un megafono per farvi sentire, per promuovere la vostra attività o denunciare situazioni che secondo voi non funzionano come dovrebbero, fatevi pure avanti.

Raccontare ciò che funziona ma anche ciò che non va, senza filtro ma anche senza piegarsi alle narrazioni costruite ad arte e alle polemiche sterili. Perché la politica serve se migliora la vita delle persone. E l’informazione serve se aiuta a capirlo. Non vogliamo fermarci al copia e incolla, ma analizzare, approfondire, creare dibattito e confronto. Creare opinione.

Questo è l’impegno con cui entriamo nel 2026. Senza retorica. Con serietà, chiarezza, trasparenza, determinazione. Con la volontà di continuare a essere uno strumento utile per chi ci legge e per gli sponsor che ci scelgono.

Giornalista, editore, fondatore e direttore di Litorale Oggi, Ladispoli News, ItaliaChiamaItalia.it e Azzurro Caribe. Da anni lavora tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, con un passaggio nel governo italiano (Farnesina). Cura la comunicazione di parlamentari e rappresentanti delle Istituzioni

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Cerveteri

EDITORIALE | PICCHETTATI ALLE SEDIE

L’altra visione del nostro territorio

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L’altra visione del nostro territorio

A Cerveteri si consuma un paradosso. La sindaca Elena Gubetti – chiamata dalla minoranza a rendere conto della propria azione amministrativa – sceglie di rimanere appiccicata al ruolo politico come se fosse un salvagente, nonostante sia evidente che la fiducia verso il suo operato sia seriamente compromessa.

La mozione di sfiducia nei suoi confronti è stata presentata con chiarezza: tra i motivi, la gestione definita “opaca e discutibile” delle risorse pubbliche, i ritardi sistematici nei lavori, l’esclusione di componenti dell’amministrazione dalle commissioni e la mancata condivisione degli indirizzi con la maggioranza.

Eppure Gubetti non accenna a mollare. Non solo non si dimette, ma rimane aggrappata – con le unghie e con i denti – al suo incarico come se fosse l’ultima trincea.

Perché restare ad ogni costo alimenta la delegittimazione della figura istituzionale: la sindaca diventa simbolo di resistenza al cambiamento anziché promotrice.

Se governare significa servire la comunità, in questo caso appare evidente che l’atto più coerente sarebbe un passo indietro. Restare così, nel pieno della bufera, manda un messaggio pericoloso: che la carica politica sia più importante dell’interesse pubblico. Perché quando la fiducia – base stessa del mandato – vacilla, insistere a restare diventa un atto di arroganza, non di servizio.

Le motivazioni della mozione parlano chiaro: paralisi nella realizzazione delle opere pubbliche, carenza di progetti che portino sviluppo, gestione delle risorse poco trasparente.

Invece di affrontare queste criticità guardando avanti, l’amministrazione si cristallizza in una logica autoreferenziale: la sindaca resta, i problemi restano. È il segnale che il “governo della città” è diventato “mantenimento del potere”.

Una comunità che attende risposte, che ha diritto a concretezza, vede invece un’amministrazione che appare più impegnata a non cedere che a progredire.

Perché governare significa avere mandato chiaro, sostegno politico e fiducia sociale: quando nessuna delle tre è più reale, la continuità diventa insostenibile.

Perché scegliere di andarsene, non perché sconfitta, ma perché il contesto richiede una nuova fase, sarebbe un gesto di responsabilità.

Perché la città merita un’amministrazione focalizzata sul futuro, non su rimanere in sella fino a logorarsi.

Elena Gubetti ha ancora la carica, ma non pare avere più la condizione politica per esercitarla con efficacia. Il persistere al suo posto appare meno come scelta di servizio e più come atto di tenacia personale. Ma la politica non è (o non dovrebbe essere) questione di affezione alla poltrona: è chiamata a fare, cambiare, avanzare.

Cerveteri – vale la pena ribadirlo – merita un cambio di passo, i suoi cittadini meritano un’Amministrazione trasparente, attenta alle necessità della comunità e non alle proprie; capace di guardare ai prossimi dieci, vent’anni. Ed è evidente che l’Amministrazione barcollante di Gubetti non è assolutamente in condizione di farlo.

Per queste ragioni, è giunto il momento che la sindaca prenda atto della situazione e sua sponte rassegni le dimissioni. Senza la necessità di un formale voto di sfiducia, perché la sfiducia della città nei suoi confronti è ormai conclamata. A Cerveteri si sta rasentando il ridicolo, è ora di staccare la spina. Cara Gubetti, se davvero ami Cerveteri lascia adesso. Fallo quanto prima, se ancora ti rimane un briciolo di dignità.

Poi potrebbe essere troppo tardi.

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