Economia e Lavoro
A Ladispoli il Papeete Beach Bar uno degli stabilimenti più consigliati in città
di Raffaella Perla Esposito
Il Papeete è una realtà consolidata del litorale e molto apprezzata sia dai turisti stagionali sia dai cittadini di Ladispoli per l’attenzione ai dettagli e alla qualità. Franco di Nallo racconta le sfide economiche e ambientali che si nascondono dietro la gestione di uno stabilimento balneare, per garantire un’esperienza sempre più completa e innovativa ai clienti.

Quali sono le principali sfide gestionali ed economiche che affrontate ogni anno all’inizio della stagione estiva? Le principali sfide gestionali riguardano la capacità di offrire ogni anno servizi e attività nuove, mantenendo elevata la qualità complessiva. Dal punto di vista economico le difficoltà principali sono legate all’ampiezza limitata della spiaggia, che si riduce progressivamente a causa dell’erosione costiera. Questo fenomeno comporta non pochi disagi, soprattutto durante le mareggiate. Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dal rinnovo della concessione demaniale, che negli ultimi anni ha fortemente rallentato, se non bloccato, gli investimenti sulla struttura e sull’attività.
Quanto è cambiato il modo di gestire uno stabilimento balneare negli ultimi anni? Negli ultimi anni la gestione di uno stabilimento balneare è cambiata profondamente. Oggi realtà come la nostra non sono più semplici attività stagionali: il Papeete è aperto tutti i giorni dell’anno e garantisce occupazione stabile a 11 persone. Un limite importante è rappresentato da un sistema di regole ormai datato, risalente a circa 60 anni fa, che necessiterebbe di essere aggiornato per rispondere alle nuove esigenze del mercato.
Il Papeete è un punto di riferimento sul litorale: quali novità organizzative e creative avete introdotto quest’estate per rinnovare l’esperienza dei clienti? Il rinnovamento dell’esperienza del cliente si basa sull’introduzione continua di nuovi servizi e attività, con un forte focus sulla qualità. L’obiettivo è quello di offrire un’esperienza sempre più completa, paragonabile a quella di un villaggio, capace di rispondere alle aspettative e mantenendo equilibrio tra qualità e prezzo. I clienti, infatti, richiedono sempre di più location curate e servizi di alto livello. Per questo motivo, il nostro impegno è quello di innalzare costantemente gli standard qualitativi. La vera sfida oggi non è offrire il prezzo più basso, ma garantire il miglior servizio possibile al giusto prezzo.
Business
Vuoi fai fruttare i tuoi risparmi? Intervista a Laura Di Bartolomeo, esperta di Finanza
Intervista alla consulente finanziaria di Zurich Bank, Laura di Bartolomeo, tra educazione finanziaria, fiducia e tutela del patrimonio. Laura Di Bartolomeo fa parte del Private & Wealth Management di Zurich Bank.
di Nicole Ceccucci
Dopo aver lavorato per oltre 21 anni in una banca tradizionale, nel 2011 ha deciso di intraprendere la professione di consulente finanziario, entrando prima nella consulenza finanziaria del gruppo Deutsche Bank e successivamente, nel 2022, in Zurich Bank. Attualmente ha due studi: uno a Roma, in via Lombarda n.43, e uno a Civitavecchia in via V. Annovazzi n.15.
Laura, cosa l’ha spinta a scegliere questa professione? Ho scelto questa strada per essere vicina al cliente nel tempo e affiancarlo nelle decisioni importanti. Non parliamo solo di investimenti finanziari, ma anche di pensione integrativa, decisioni immobiliari che riguardano i figli, scelta della tipologia di mutuo più adatta alle esigenze personali e familiari, fino al passaggio generazionale. La consulenza finanziaria, nella mia visione, non è quindi un’attività limitata alla gestione degli investimenti, ma un percorso più ampio, costruito sul rapporto con il cliente e sulla comprensione delle sue necessità.
Quali sono gli aspetti più importanti del suo lavoro? In questo lavoro sono molti gli aspetti da tenere in considerazione. Per svolgerlo nel miglior modo possibile è fondamentale abbinare la conoscenza dei mercati al rapporto di fiducia con il cliente. Un punto centrale del mio metodo è l’educazione finanziaria. Per me è importante che ogni cliente comprenda ciò che sottoscrive, le caratteristiche degli strumenti scelti e i relativi rischi. La consapevolezza diventa così parte integrante della consulenza. Per questo motivo, organizzo spesso incontri direttamente con le case di gestione, durante i quali vengono affrontati temi legati ai mercati, agli investimenti e alla comprensione dei rischi.
Di recente, ad esempio, è stato organizzato un evento con la casa di gestione Pictet, che ha avuto un ottimo riscontro. Accanto agli aspetti finanziari, grande attenzione viene dedicata anche alla consulenza patrimoniale e al passaggio generazionale. In questo ambito, promuovo incontri con professionisti come notai e avvocati, per approfondire argomenti quali testamento olografo e pubblico, donazioni, mediazione, fondo patrimoniale e trust.
Nei mesi scorsi si è svolto anche un incontro con il notaio Raffaele Angelotti, molto apprezzato dai partecipanti. Eventi di questo tipo sono considerati fondamentali perché permettono di assistere il cliente in modo più completo, grazie alla collaborazione tra diverse figure professionali.
Che cosa rappresenta per lei il rapporto con il cliente? I miei clienti dicono di me che sono seria, competente e disponibile. Credo che la fiducia sia alla base di tutto: conoscere serve per capire e scegliere nel miglior modo possibile.
Una frase che riassume bene il senso del mio lavoro: accompagnare le persone nelle scelte finanziarie e patrimoniali con competenza, ascolto e chiarezza.

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