OPINIONI
L’arte della “Mostrificazione”
La Sinistra insegna come il “no” può diventare un vero e proprio programma
La Sinistra insegna come il “no” può diventare un vero e proprio programma
A Ladispoli la politica della “mostrificazione” non è una tendenza astratta: è un metodo diventato simbolo dell’opposizione di sinistra. Nei piccoli comuni come nel panorama nazionale, invece di proporre, costruire o immaginare scenari alternativi, questa opposizione sembra aver scelto la via più semplice e sterile: trasformare ogni azione dell’Amministrazione in un pretesto per attaccare, insinuare, delegittimare.
Non conta cosa viene proposto per la città: conta solo dire “no”.
Non conta se un progetto può portare benefici alla comunità: conta dipingerlo come sospetto, sbagliato, pericoloso.
Non conta neppure il merito delle questioni: l’obiettivo è colpire, non capire.
Ovviamente tutto ci sta nel gioco delle parti: non c’è maggioranza che si aspetti un’opposizione costruttiva, ci mancherebbe, da un lato come dall’altro.

Però essere abbagliati, spietati e meschini lede alla città. Sporcare ogni attività con becere insinuazioni è un’azione determinata a gettare ombre sui progetti con la sola intenzione di opacizzare un percorso, offendendo, oltre la parte politica – poco male – anche i tecnici che lavorano onestamente e la città stessa.
È un atteggiamento che la sinistra locale porta avanti con sistematicità, spesso con toni più simili alla campagna elettorale permanente che al confronto democratico. È la logica per cui ogni intervento dell’Amministrazione — dalla gestione dei servizi agli eventi pubblici, dalla pianificazione urbana alle iniziative turistiche — diventa terreno di scontro, oggetto di critiche preventivamente confezionate, indipendenti dal contenuto reale delle proposte.
Nessuna visione alternativa
Il risultato è un’opposizione che non si assume mai la responsabilità di mettere sul tavolo un progetto alternativo serio.
Non c’è visione, non c’è programmazione, non c’è costruzione: c’è solo un costante tentativo di delegittimare chi governa.
Un’opposizione che rinuncia a essere forza politica e preferisce essere megafono del malcontento, spesso costruito e strumentalizzato.

Questa strategia, però, ha un prezzo altissimo: a pagarlo è Ladispoli. Perché, mentre la sinistra si concentra nel demolire qualsiasi iniziativa, la città perde tempo e credibilità, perde occasioni e perde un dibattito vero e costruttivo.
La democrazia non può funzionare solo quando qualcuno fa o dice ciò che noi vorremmo, o ciò che imponiamo. È difficile parlare di sviluppo, turismo, infrastrutture e servizi quando una parte politica sceglie di ridurre ogni confronto a un processo alle intenzioni.
E allora l’interrogativo è inevitabile: cosa vuole davvero costruire l’opposizione di sinistra?
Perché un’opposizione seria, responsabile, matura dovrebbe saper dire dei “sì”.
Dovrebbe saper proporre.
Dovrebbe saper riconoscere ciò che funziona, non solo ciò che non le conviene.
Invece prevale la logica del riflesso automatico: contestare, attaccare, gridare allo scandalo. Una strategia che può darti visibilità (non nel caso di Ladispoli), ma che non porta nulla. Nulla in termini di qualità amministrativa, nulla in termini di confronto, nulla in termini di crescita politica della città.
Ladispoli ha bisogno di una comunità politica adulta, capace di misurarsi sui contenuti e non sulle caricature dell’avversario. La sinistra locale, se vuole davvero rappresentare qualcuno, dovrà prima o poi abbandonare la presunzione di essere “l’opposizione per definizione” e tornare a essere forza propositiva, non demolitrice.
Perché la città non ha bisogno di chi costruisce mostri.
Ha bisogno di chi costruisce futuro.
Mariano Massaria
OPINIONI
14 MAGGIO, ORE 16.30 AL GOTHA | Roberto Vannacci a Ladispoli. E la sinistra impazzisce
L’evento, organizzato dall’associazione Noi con Vannacci fondata e presieduta da Umberto Fusco, sarà aperto a tutti. Nel frattempo, scoppia la polemica: sui social insulti al Generale. Gli organizzatori dell’iniziativa considerati “razzisti” e “fascisti”. Ma il 14 maggio al Gotha Beach ci sarà tantissima gente a vedere e ad ascoltare il fenomeno Vannacci. Scommettiamo?
“Oddio, come siamo caduti in basso”. “Ora sì che siamo a posto”. “Ci mancava pure questo”. “Pensavo fosse un fake, una bufala. Purtroppo invece è vero”.
Sono solo alcuni dei commenti che abbiamo letto sui social dopo essersi diffusa la notizia che Roberto Vannacci sarà a Ladispoli il prossimo 14 maggio, ore 16.30, presso il Gotha Beach, per un incontro con i cittadini.
L’evento, organizzato dall’associazione Noi con Vannacci fondata e presieduta da Umberto Fusco, sarà aperto a tutti.
L’iniziativa è stata commentata in maniera negativa da parte di alcuni gruppi culturalmente vicini alla sinistra e da alcuni consiglieri di opposizione. Beh, non siamo affatto sorpresi di questo. Anzi. È naturale che sia stato così. Del resto, ciascuno ha i propri punti di riferimento culturali e politici.
La sinistra preferisce persone come Ilaria Salis, che da essere dietro le sbarre è passata a sedersi su una poltrona a Bruxelles: da detenuta a europarlamentare è stato un attimo per lei.
C’è poi, invece, chi preferisce guardare a Vannacci, uno che parla cinque lingue, che ha servito il nostro Paese nelle zone di guerra più infuocate, che per diffondere le proprie idee non ha occupato case nè bloccato il traffico sulle autostrade nè distrutto opere d’arte: ha semplicemente scritto un libro. Che idea rivoluzionaria, no?

Quel libro, “Un mondo al contrario”, gli ha aperto le strade della notorietà e poi le porte del Parlamento europeo. Buon per lui. Certamente, un gigante rispetto a Salis.
Per carità, ognuno ha il diritto di rivedersi nelle figure e nei personaggi che preferisce. Tant’è. Ma noi abbiamo il diritto di dire che il finto buonismo di certa sinistra è solo sete di potere mascherata da progressismo.
Coloro a cui piace Vannacci, da comunisti vecchi e nuovi vengono descritti tutti come brutti sporchi e cattivi. Fascisti. Razzisti. “Tornate nelle vostre fogne” ha detto qualcuno.
A noi queste persone, piene di veleno e rancore, questi leoni da tastiera pieni di odio verso il prossimo e che sanno soltanto insultare, fanno davvero pena. Dovrebbero vergognarsi per il tipo di atteggiamento che hanno nei confronti di chi non la pensa come loro. Forse i veri fascisti stanno proprio a sinistra, sono quelli che non ti vorrebbero neppure far parlare, se il tuo discorso non è il loro. Quelli che bloccano le università per non far parlare chi ha qualcosa da dire quando quel qualcosa a loro non piace.
Caro Roberto Vannacci, Ladispoli ti aspetta per ascoltare direttamente dalla tua voce qual è la tua visione culturale e politica oggi, in un 2025 segnato da guerre e incertezze, da una congiuntura geopolitica complicata, da un’economia che arricchisce i più ricchi mentre toglie a chi già ha poco o nulla.
Abbiamo letto il tuo libro. Alcuni concetti sono espressi in maniera così chiara che sarebbero comprensibili anche a un bambino. Invece no, anche certe tue affermazioni lucide e trasparenti vengono distorte e giudicate scandalose. Ai compagni sinistroidi: ma fatela finita!
Avere uno come Vannacci a Ladispoli è un orgoglio per la città, un’opportunità di riflessione su temi di grande interesse e attualità. Infatti, rispetto ai commenti contrari, abbiamo ricevuto molti più messaggi di incitamento e approvazione: “Ci sarò”, “Non mancheremo”, ‘Evvai!”, “Viva il generale”.
Il 14 maggio al Gotha Beach ci sarà tantissima gente a vedere e ad ascoltare il fenomeno Vannacci. Scommettiamo?

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